Nuove Figure

 

Nuove Figure 3

Da tutto quanto narrai parmi apparisca evidente, come gli studi in questa Accademia fatti migliori, ci permettano anche per l’avvenire abilissimi artisti, e come i pubblici e privati incoraggiamenti lascino a questi sperare vita onoratamente gloriosa. Se non che, scorgo in chi tratta le arti indistinto un timore, che ogni dì meno saranno richieste ed amate dal pubblico le produzioni loro; e questo timore s’ingenera da uno di que’ miracoli che fanno l’orgoglio e la maraviglia dell’età presente. Intendo alludere a quell’insigne trovato della chimica e dell’ottica congiunte insieme, il quel, ponendo entro alla camera oscura perfezionata, non più lamine metalliche, ma vetri e carte preparate da acidi variamente sensitivi al guizzo del raggio solare, ottiene indelebili e maravigliosamente esatte le immagini di qualsiasi oggetto dal vero1. Non teme il collega Pietro Selvatico Estense, parlando in Accademia  l’8 agosto 1852 durante la distribuzione dei premi, malgrado molti lo paventino, che l’avvento della fotografia possa bloccare la professionalità di studenti e “addetti”, grazie alla facilità con cui la luce esegue, con “chimica e ottica congiunte”, ritratti e situazioni verosimili. Anzi. “Così –continua Selvatico Estense- in una parola tutte le arti meglio s’accosteranno a sciogliere il grande enigma del vero, né potranno più fuorviare dalla linea, varia ed una ad un tempo, segnata loro dalle regole scientifiche”. E allora si va avanti. Non solo la “chimica e ottica congiunte” provano a farla sempre più da padrone anche nel campo della creatività che va oltre la “scientificità”, ma gli stessi materiali mutano e si perfezionano sempre più velocemente. Ma non si lanciano più allarmi sulla perdita di potenzialità del modo tradizionale di “far arte”. Anzi. E se questo vale all’interno dell’economia dell’arte tra mercato, collezionismo e museografia, l’Accademia di Belle Arti di Venezia dopo quasi 260 anni continua a porsi interrogativi, a verificare a tutto campo tramite quella ricerca che è il sale della conoscenza. Ed è in questa prospettiva che, in contemporanea con la 53ª Biennale, apre i suoi atelier e si espande sul territorio con NUOVE FIGURE 3. Per partecipare la voglia di continuare ad indagare per il progresso della creatività, tra i “vecchi “ e i “nuovi” modi di “fare arte”.

 

Prof. Carlo Montanaro
Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia

1 - L’arte insegnata nelle Accademie secondo le norme scienfitiche – in Atti della Imp. Reg. Accademia di Belle Arti in Venezia per la distribuzione de’ premi fatta il giorno 8 agosto 1852. – co’ tipi di Piero Naratovic, Venezia 1852 

 


 

In concomitanza con la 53a Biennale Internazionale d'Arte, l'Accademia di Belle Arti di Venezia promuove un ciclo di manifestazioni  dal titolo NUOVE FIGURE 3.

Il progetto prevede un calendario espositivo che si svolgerà, tra giugno e ottobre, in tre diverse sedi: nelle due istituzionali dell'Ex Ospedale degli Incurabili e dell'isola di San Servolo e, all'interno della manifestazione "Krossing" (tra gli eventi collaterali della Biennale Internazionale d'Arte), presso il Capannone 35 di Forte Marghera.
La manifestazione, articolata in un programma che propone workshop, installazioni site specific e mostre, prevede la partecipazione di circa trecento giovani artisti attivi nei laboratori di pittura, scultura, scenografia e decorazione della storica istituzione veneziana.
La struttura del progetto e la qualità dell'iniziativa impongono NUOVE FIGURE 3 come la maggiore vetrina sulla produzione artistica giovanile presente nel territorio veneto. NUOVE FIGURE 3 è una manifestazione coordinata dal Consiglio Accademico e curata da uno staff di docenti dell'Accademia di Belle Arti Venezia, che ha articolato le varie proposte al fine di promuovere al meglio la produzione didattica e di ricerca, in un momento di grande affluenza in città dei più qualificati operatori attivi nel campo delle arti visive.

 

 
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